Radiologia Interventistica

La radiologia interventistica vascolare (RI) è una tecnica mini-invasiva utile al trattamento di patologie vascolari e problematiche di natura ginecologica. La radiologia vascolare beneficia di metodiche radiologiche di ultima generazione, con un vasto campo di applicazione

 

 

In radiologia interventistica l’obiettivo principale è il trattamento di patologie vascolari più o meno comuni per il paziente; ma anche la gestione di problemi ginecologici, con minore invasività rispetto all’intervento chirurgico. Il valore aggiunto consiste proprio nella garanzia di un risultato concreto per il paziente,
senza il bisogno di intervenire sul piano chirurgico.

Il radiologo interventista si occupa della diagnosi di eventuali patologie vascolari, intervenendo in modo mini-invasivo attraverso diverse tecniche. Lo sviluppo di questa branca della radiologia permette di rimandare o addirittura evitare l’intervento chirurgico. La  minore invasività si traduce in una degenza post-operatoria più breve e un un risultato efficace.

La tecnica di Seldinger, uno spartiacque tra radiologia classica e moderna

Il radiologo svedese Sven Seldinger pubblicò nel 1953 uno studio su una tecnica, passata poi alla storia come Tecnica di Seldinger, con cui dimostrava la possibilità di accedere ai vasi sanguigni attraverso delle microsonde flessibili. Innanzitutto si crea una via d’accesso ai vasi; le vie principali più comuni indicate da Seldinger sono vasi arteriosi o venosi di grosso calibro. Dopo aver effettuato una semplice puntura con un ago specifico -per esempio di un’arteria o vena femorale- si fa passare un filo guida per posizionare il micro-catetere e orientarlo lungo la cavità. Da allora la radiologia interventistica ha fatto passi da gigante e si è perfezionata sempre di più con il passare del tempo.

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