Embolizzazione Mioma UterinoIl mioma uterino. Facciamo chiarezza

Questo post di carattere informativo ha lo scopo di spiegare meglio cosa sia un mioma e come richiederne il trattamento in modo sereno e sicuro. Innanzitutto, chiariamo subito che il mioma (anche detto fibroma) è una formazione benigna, molto comune in età fertile. Interessa in particolar modo la fascia di età tra i 30 e i 50 anni, ma il range è da considerarsi indicativo.
Il mioma può essere completamente asintomatico, ovvero non provocare alcun tipo di disturbo o fastidio, oppure può presentare alcune “spie” d’allarme come mestruazioni decisamente abbondanti, un ciclo particolarmente lungo e, in alcuni casi, dolore alla minzione o pressione sulla vescica.
L’abbondante perdita ematica può manifestarsi durante il ciclo, ma anche in modo del tutto improvviso, come abbiamo spiegato qui. Per cui può essere molto difficile riconoscerne la presenza. Per quel che riguarda la crescita di volume del mioma, si tratta di un fattore variabile, in genere non avviene in tempi rapidi, ma la questione rimane soggettiva, per cui l’aumento della massa miomatosa è diversa da paziente a paziente; ma spieghiamo più in dettaglio qual è il processo che favorisce la crescita di un mioma uterino.

 

 

Il fattore tempo per lo sviluppo del mioma uterino

Importantissimo, fondamentale. È nel tempo infatti che il mioma si alimenta, grazie all’irrorazione sanguigna, che devia dall’utero per diffondersi verso questa formazione “parassita”. Ciò sta a significare l’apporto di un “nutrimento” costante per il mioma, che ha modo quindi di svilupparsi grazie alla vascolarizzazione. La vascolarizzazione sta a indicare il progressivo aumento di afflusso ematico, che garantisce la sopravvivenza stessa del mioma. Per intenderci, più si nutre più cresce. Come qualunque altro organismo vivente.
Una visita di controllo con la giusta periodicità può scongiurare l’ispessimento e l’aumento volumetrico di un mioma inizialmente visibile a malapena. In ogni caso, in seguito all’ascolto attendo della paziente e al disegno di un accurato quadro clinico, il radiologo interventista opera il mioma a prescindere dalle sue dimensioni. Che queste siano più o meno estese, il trattamento con embolizzazione porterà comunque ottimi risultati, con un disturbo e un’invasività assolutamente minimi per la paziente.
Per saperne di più, sulle modalità della procedura, sulla preparazione all’intervento, sul post-operatorio e in generale per approfondire l’argomento clicca qui.

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